La cultura è organizzazione – disciplina del proprio io interiore – Antonio Gramsci

Bisogna disabituarsi e smettere di concepire la cultura come sapere enciclopedico, in cui l’uomo non è visto se non sotto forma di recipiente da empire e stivare di dati empirici; di fatti bruti e sconnessi che egli poi dovrà casellare nel suo cervello come nelle colonne di un dizionario per poter poi in ogni occasione rispondere ai vari stimoli del mondo esterno.

Questa forma di cultura è veramente dannosa specialmente per il proletariato.
Serve solo a creare degli spostati, della gente che crede di essere superiore al resto dell’umanità perché ha ammassato nella memoria una certa quantità di dati e di date, che snocciola ad ogni occasione per farne quasi una barriera fra sé e gli altri.
Serve a creare quel certo intellettualismo bolso e incolore, cosí bene fustigato a sangue da Romain Rolland, che ha partorito tutta una caterva di presuntuosi e di vaneggiatori, piú deleteri per la vita sociale di quanto siano i microbi della tubercolosi o della sifilide per la bellezza e la sanità fisica dei corpi. Continua a leggere

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Discorso tipico dello schiavo – Silvano Agosti

Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale “cultura” è di far credere che sia l’unica cultura, invece è semplicemente la peggiore.
Gli esempi sono nel cuore di ognuno, per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni a settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto e della macchinetta? Continua a leggere

La mia generazione ha perso – Razza in estinzione – Giorgio Gaber

Non mi piace la finta allegria
non sopporto neanche le cene in compagnia
e coi giovani sono intransigente
di certe mode, canzoni e trasgressioni
non me ne frega niente.
E sono anche un po’ annoiato
da chi ci fa la morale
ed esalta come sacra la vita coniugale
e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni
ma io non riesco a tollerare
le loro esibizioni. Continua a leggere

Il guerrigliero: un riformatore sociale – Ernesto Che Guevara

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Abbiamo già definito il guerrigliero come come un uomo che fa sua l’ansia di liberazione del popolo e che, consumati i mezzi pacifici per conseguirla, dà inizio alla lotta, si trasforma nell’avanguardia armata della popolazione combattente.
All’inizio della lotta, lo fa con l’intenzione di distruggere un ordine ingiusto e pertanto, più o meno velatamente, con l’intenzione di porre qualcosa di nuovo al posto del vecchio.

Abbiamo detto anche che, perlomeno nelle attuali condizioni dell’America, e di quasi tutti i paesi poco sviluppati economicamente, i luoghi che offrono condizioni ideali per la lotta sono luoghi rurali, per cui la base delle rivendicazioni sociali che il guerrigliero solleverà sarà un cambiamento della struttura della proprietà agricola. Continua a leggere

VACCINI – L’allarme era noto al governo USA da anni – Dati ufficiali terrificanti – Paolo Barnard

Nel Giornalismo, per smentire, fare a pezzi il Promotore di una pratica che si ritiene pericolosa, socialmente nociva, l’unica cosa da fare è scavare nella pancia di quel Promotore e scovare le prove che lui stesso sapeva alla perfezione che ciò che oggi promuove (o impone) è pericoloso e socialmente nocivo. Se ci riesci, il Promotore è finito.

Oggi il maggior Promotore delle vaccinazioni al mondo sono gli Stati Uniti d’America, che impongono ai propri bambini 26 dosi-vaccini. Attenti: dose può significare un’iniezione con dentro tre vaccini, quindi immaginate. Continua a leggere

E allora i lavori manuali chi li farebbe? – Errico Malatesta

Beppe. — Ma, se tu stesso dici che il lavorare colla mente è un gran piacere e dà un vantaggio su quelli che sono ignoranti, è chiaro che tutti vorranno studiare, ed io per primo. E allora i lavori manuali chi li farebbe?

Giorgio. — Tutti, perchè tutti, nello stesso tempo che coltiveranno le lettere e le scienze, dovranno fare anche un lavoro manuale; tutti devono lavorare colla testa e colle braccia. Queste due specie di lavoro, lungi dal nuocersi, si aiutano, perchè l’uomo per star bene ha bisogno di esercitare tutti i suoi organi, il cervello al pari dei muscoli. Chi ha l’intelligenza sviluppata ed è abituato a pensare, riesce meglio anche nel lavoro manuale; e chi sta in buona salute, come si sta quando si esercitano le braccia in condizioni igieniche, ha anche la mente più sveglia e più penetrante. Continua a leggere

L’IMMIGRAZIONE E’ LA CUCCAGNA DELLA BORGHESIA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

L’immigrazione è un fenomeno sociale che in politica viene usato come cavallo di battaglia da una parte o dall’altra, senza mai ricordarsi che tale evento riguarda degli esseri umani che ben che vada (qualora sopravvivessero al viaggio organizzato dai negrieri di oggi) si troveranno a competere in un paese per loro straniero con altri esseri umani.

In questa competizione si contrappone uomo contro uomo, lavoratore contro lavoratore, proletario contro proletario.
Tale situazione è di fatto una manna piovuta dal cielo per lorsignori “proprietari del lavoro altrui”, ovvero è la cuccagna della borghesia.
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Metodi alternativi alla vivisezione – Dott. Giorgio Vitali

Corteo Nazionale contro la vivisezione
25 Settembre 2010 Piazza della Repubblica Roma

Quindi cosa sta succedendo qui?
GV “La cosa importante è che ci sia una manifestazione che immaginavo fosse meno imponente.
Questa manifestazione significa sicuramente una presa di coscienza, sempre molto limitata e graduale del fatto che ci troviamo in una situazione di economia criminale come quella appunto legata alla sperimentazione sugli animali. Parlo di economia criminale per la semplice ragione che fin dagli anni ’60 si era perfettamente a conoscenza di strumenti, di tecniche di laboratorio (alternative alla vivisezione) per ottenere dei risultati più che attendibili, quindi questo è già un fatto molto importante. Continua a leggere

L’espropriazione – Non ci sarà più un Rothschild né altri sfruttatori – Kropotkin

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Si racconta che, nel 1848, Rothschild, vedendosi minacciato nella sua fortuna dalla Rivoluzione, inventò la seguente frase: “Voglio ammettere, diceva, che la mia fortuna sia acquisita a spese degli altri. Ma divisa fra tanti milioni di europei non farebbe che un solo scudo per ognuno. Ebbene! Mi impegno a restituire a ciascuno il suo scudo, se egli me lo chiede”.

Ciò detto, e debitamente pubblicato, il nostro milionario passeggiava tranquillamente per le strade di Francoforte. Tre o quattro passanti gli chiesero i loro scudi; egli li sborsò con un sardonico sorriso, e il tiro fu giocato. La famiglia del milionario è ancora in possesso dei suoi tesori. Continua a leggere